Non è mai semplice dirsi addio. Specialmente se la storia d’amore è stata bella, intensa, vissuta fino all’ultimo respiro. È il caso di Ederson e dell’Atalanta, una relazione sbocciata tra ambizioni reciproche e diventata grande con il tempo. Ora, però, sembra che il sipario stia per calare - lo ha argomentato La Gazzetta dello Sport - su un'avventura che ha regalato gioie e rimpianti, entusiasmi e delusioni, ma mai indifferenza.

Ederson è il simbolo di un’Atalanta che non ha paura di crescere e trasformarsi, capace di far sbocciare talenti da rivendere poi a peso d’oro. Manchester United, Liverpool, Atletico Madrid e Juventus sono in attesa, pronte a bussare alla porta dei Percassi con offerte che potrebbero toccare i 60 milioni di euro, una cifra che certificherebbe non solo il valore del brasiliano, ma anche il grande lavoro svolto da Gasperini in questi anni. E il club nerazzurro non si farà trovare impreparato.

Così, mentre Ederson si concentra sul rush finale per lasciare Bergamo da eroe—con il pass Champions ancora in tasca—il futuro nerazzurro ha già un nome e cognome: Tino Anjorin, talento inglese classe 2001, cresciuto nelle giovanili del Chelsea e ora in forza all’Empoli. Un giocatore dinamico, tecnico, con le caratteristiche ideali per raccogliere la pesante eredità del brasiliano. Certo, il ragazzo deve ancora dimostrare molto, soprattutto dopo un recente stop per infortunio, ma chi meglio dell’Atalanta può rilanciare carriere e valorizzare giovani promesse?

Quella di Ederson se sarà una partenza dolorosa ma ragionata, si rivelerà un addio senza lacrime amare, perché lascerà dietro di sé un'eredità tangibile: l'ambizione europea conquistata con le sue giocate. E Bergamo, anche questa volta, sarà pronta a reinventarsi, abituata com'è a salutare campioni per far spazio a nuove storie tutte da scrivere.

Sezione: Copertina / Data: Gio 03 aprile 2025 alle 10:00
Autore: Lorenzo Casalino
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