Atalanta e Lazio si presentano alla sfida del Gewiss Stadium con il morale da ricostruire e le ambizioni da difendere. Bruno Giordano, ne è convinto: non sarà una partita da pareggio. “Sono due squadre poco propense ad accontentarsi. Si affronteranno a viso aperto, come nello stile di Gasperini e Baroni”. Niente calcoli, insomma. E nessun alibi, nonostante i recenti passi falsi da entrambe le parti.

L’ASSENZA PIÙ PESANTE - A pesare sul piano della Lazio sarà la squalifica di Guendouzi. “È metà squadra, insieme a Rovella regge il centrocampo biancoceleste. Ma il secondo ha avuto un calo, e l’Atalanta nel frattempo recupera Ederson: il confronto in mezzo si sposta, e non poco, a favore dei nerazzurri”. Uno squilibrio che, in una partita già carica di pressioni, potrebbe fare la differenza.

UN’IDENTITÀ DA RITROVARE - Lazio e Atalanta, in fondo, si somigliano più di quanto sembri. “Erano ai vertici fino a poche settimane fa - si esprime ai microfoni de L'Eco di Bergamo - . Ora entrambe faticano a vincere in casa e sembrano essersi perse”. Giordano individua nel momento psicologico il vero bivio: “Serve una scossa, un’affermazione convincente per ripartire. Guai a sottovalutare l'importanza della gara di Bergamo, anche se in molti parlano già del derby o della trasferta europea”.

PERICOLO DERBY E NORVEGIA
Il calendario della Lazio non ammette distrazioni: dopo l’Atalanta ci sarà la trasferta in Norvegia contro il Bodo Glimt in Europa League e poi il derby con la Roma. “Ma chi crede che il match di domani sia trascurabile sbaglia di grosso. È un autogol pensare di poter risparmiare energie. Se perdi a Bergamo, rischi di buttare via tutto il campionato”. Anche l’Europa League, a detta di Giordano, “va giocata al massimo, ma realisticamente i favoriti per la vittoria finale sono i baschi dell’Athletic Bilbao, che potrebbero disputare la finale in casa”.

L'ATALANTA E LA SUA IDENTITÀ
La Dea ha avuto il suo carico di sfortuna, con infortuni pesanti che hanno condizionato il cammino, ma resta in piena corsa per la Champions. “Ha fatto un percorso ottimo, al netto di qualche passo falso e dell’eliminazione col Bruges, che ha lasciato il segno”. Un cammino da tenere vivo anche grazie al fortino del Gewiss, che però ultimamente si è rivelato meno solido del previsto. “Un tempo giocare a Bergamo era un incubo per gli avversari, ora qualcosa è cambiato”.

IL FATTOR GASP E IL FUTURO
E a proposito di cambiamenti, la questione Gasperini resta aperta. “Le sue recenti parole sul non voler rinnovare hanno creato qualche frattura. Ma potrebbero anche servire a fare chiarezza”. La sensazione è che, nonostante tutto, il rapporto con la società non sia ancora giunto al capolinea. “Se dovesse scegliere un nuovo club, vedrei più la Juventus che la Roma. Sarebbe il suo cerchio che si chiude”.

L'ESPERIENZA DI UN BOMBER
Giordano, leggenda del calcio italiano, ha vissuto sulla pelle il significato di partite così. “A Bergamo non ho segnato molto, ma ho sempre rispettato quella piazza. Lo stadio oggi è un gioiello, merito di Percassi, che ha trasformato il Gewiss in un’arena moderna”. Ricordi personali che si mischiano all’analisi lucida di un duello che può ridisegnare la classifica.

Bergamo domani sarà molto più di una tappa: sarà un bivio per la stagione di due squadre che non possono permettersi di sbagliare ancora. E chi penserà già alla prossima sfida, rischierà di non avere più partite importanti da giocare.

Sezione: Rassegna Stampa / Data: Sab 05 aprile 2025 alle 08:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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